Naturopata Patrizia Cavallo

Riflessioni di una discepola

S. ILDEGARDA DI BINGEN
ASCOLI 25 APRILE 2016

Riflessioni di una discepola.

Aver incontrato sulla mia strada la figura di S. Ildegarda di Bingen, ha rappresentato per me una nuova modalità di esercitare la mia professione di Naturopata e di rapportarmi con la realtà che mi circonda.
Essere “chiamati” da Lei significa dover sperimentare nella propria vita un nuovo approccio alla quotidianità, superare le difficoltà imparando ad essere in ascolto di un messaggio che è esattamente ciò che mi serve per superare quel momento, dico chiamata proprio perché S. Ildegarda è presente e vuole essere riconosciuta ed ascoltata, venire a contatto con il resoconto delle sue visioni mi ha fotto sentire coinvolta nel profondo perché ogni affermazione mi riguarda personalmente.
E’ così affascinate la lettura dei suoi testi che coinvolge ogni pensiero e ogni cellula vitale.
L’attualità di ciò che esprime in ogni campo dello scibile è sorprendente: sia che parli di erbe curative, o di cibo o di ricette di guarigione o di misteri della creazione, o di musica o racconti comportamenti umani così ben dettagliati ci si sente presi dentro, coinvolti come se leggesse nelle nostre anime.
Io percepisco quest’anima come la perfezione del creato.
Lei è nata per la Gloria di Dio.

Nell’Antico Testamento, Dio parlava ai Profeti con parole umane per instaurare con l’umanità un dialogo di fiducia e di apprendimento della Sua volontà.
I Suoi interlocutori però, sono stati solo uomini ed ora, invece, all’alba del II millennio, dopo la venuta di Cristo, parla con una donna, che fin dalla più tenera età intesse un rapporto con Lui.
E, nonostante la sua umanità spaventata e paurosa, si fa guidare nella scoperta, ossia nel riconoscimento di ci ciò che la sua anima conosce del rapporto col Suo Creatore.
Ciò che colpisce noi uomini del III millennio, è il mistero inesplicabile di questo rapporto assiduo e continuo, presente per lei ogni istante: l’ombra della Luce è sempre davanti a lei e la Voce le parla e le dice tutto ciò che ha bisogno di sapere e di far sapere; infine la Luce vivente infonde la magia del Suo Potere nella sua anima e nel suo corpo che, per l’epoca ha davvero una natura eccezionale per darle modo, anche dopo i 70 anni di percorrere strade e navigare fiumi, spostandosi da una parte all’altra dell’Impero per la predicazione.

Come avrebbe mai potuto una piccola donna come lei, così umile e apparentemente indifesa a portare avanti tutta questa immensa opera di studiosa, di botanica, di osservatrice, di medichessa, di farmacista, di musicista, di maestra in ogni arte, se Dio non fosse stato sopra di lei e non l’avesse protetta, se lo Spirito Santo, il Fuoco Divino, non l’avesse ispirata continuamente.
Il suo scudo era il Signore che in tempi moderni aveva bisogno di difendere la Sua Creatura Femminile che non era stata creata solo per servire e procreare per il maschio ma è portatrice dell’altro messaggio di Dio Padre ovvero dell’Amore che nella Donna si perfeziona con la creatività dando alla luce qualcosa che le sia figlio.
Nel caso di Ildegarda, le sue consorelle e discepole, le sue opere, i suoi sermoni, le sue medicine, la sua musica, le sue lettere, le sue visioni.
A volte immagino come doveva essere bello viverle accanto: percorrere gli stessi passi all’interno del convento, incontrare le persone che chiedevano aiuto insieme con lei o sperimentare nuove cure o udire la sua voce melodiosa cantare o dire parole celestiali, che dovevano avere un suono meraviglioso, che avevano il potere di suscitare nell’anima quella estasi amorosa verso Dio Creatore e Suo Figlio il Salvatore.
La sua devozione per la Vergine Madre che chiamava Viridissima Virgo, le dava poi quella gentilezza e quella attenzione per ogni necessità e ogni bisogno e quell’affinità nel dire essa stessa il suo sì.

Studiare la sua vita è riduttivo, quello che sento è che lei oggi ci sta trasmettendo saperi così elevati che si possono comprendere solo attraverso la fede, la fede che accomuna le creature che riconoscono il proprio Creatore e gli rendono grazie per tutte le meraviglie che vedono, odono, annusano, toccano, assaporano con i sensi fisici e con i sensi interiori.
Il suo sapere è un sapere universale e comune a tutte le creature perché tutte figlie di Dio.
Dunque lei ci rivela la strada: Scivias appunto una strada segnata, facile, percorribile da tutti, con l’aiuto di Dio, l’esortazione è quella di esercitare un dono che Dio ci ha fatto alla nascita: il libero arbitrio.
Ciò di cui l’uomo moderno non sa più quasi servirsi.
Il Libero Arbitrio è quel dono che ci permette di esercitare e mettere in pratica tutte le virtù per elevare la nostra anima verso di Lui che ci attende come in un appuntamento d’Amore, che vuole donarci e rivelarci tutto il sapere, ma che noi non siamo ancora in grado di ricevere nella sua totalità e nella sua complessità: è troppo grande, per ora.
Lei invece era il canale attraverso cui tutte queste cose sono state rivelate e che ci ha comunicato.
Non a caso le persone che si occupano della sua opera enciclopedica si specializzano nello studio di una materia del suo sapere, perché non basterebbe una vita per discernere tutto.

E allora mi viene da dire Grazie a Dio che nella Sua Bontà e Misericordia vedendo il Suo popolo brancolare nel buio dell’errore e del male, manda una Luce, un faro che riesce, da lontano a illuminare tante generazioni che desiderano ascoltare e mettersi in gioco, che vogliono vivere una vita vera, vissuta ogni istante nella consapevolezza di aver ricevuto un dono che ha sfaccettature e trame infinite, quando ogni attimo diventa nuovo e propizio per fare un passo in quella strada segnata, un passo verso la Luce verso di Lui che sorride e ci aspetta: è paziente l’Amore Divino, è comprensivo, è compassionevole, è attento, è fiducioso, è aperto anche al nostro recalcitrare e ci dà una nuova possibilità.
Ildegarda ce lo insegna anche attraverso le sue lettere di esortazione a comportamenti più consoni ai ruoli di personaggi illustri quali Papi e lo stesso Imperatore Federico Barbarossa richiamati con decisione e autorevolezza ad agire in maniera consona al bene comune.
Perché Dio è misericordioso e perdona l’anima che riconosce l’errore compiuto, l’anima rivestita di umiltà, virtù che porta la corona d’oro, è elevata a esempio della regalità della Sua Creazione.

I nostri tempi hanno bisogno di un risveglio luminoso che scoperchi le tombe fetide dove brulicano le pestilenze del male, per ripulire e donare nuova linfa alla vita del pianeta e delle creature che lo abitano.

Come una benedizione celeste la voce di Ildegarda risuona a 360° ovunque intorno a chi la vuole ascoltare e dona così tanti spunti, che ognuno può tranquillamente trovare il suo, quello che è più risonante con la sua personalità, i suoi talenti e il suo stato d’animo.
Lei è Santa perché questo era lo scopo realizzato della Sua vita: rendere lode e ringraziamento a Dio per i suoi doni, ha saputo servirsi di tutti i suoi talenti così completamente e profondamente che Dio le ha dato il premio eterno, immortale di essere nei secoli monito continuo e continua fonte di ispirazione, di risposte: esempio fulgido di colei che per tutta la vita ha cercato di portare la gioia e la viriditas appunto, nella sua vita e in quella delle persone che l’hanno conosciuta e che oggi la incontrano.